A proposito di figli d’arte: Arlo Guthrie

La vita e carriera dei figli e fratelli dei musicisti famosi non sempre risulta facile come sembrerebbe. Il più delle volte hanno nel proprio DNA il talento, spesso ereditano la voce e le capacità di suonare ma quasi sempre fanno fatica ad affermarsi, oscurati dalla fama degli illustri parenti.

Tra gli esempi di figli che hanno tentato di seguire le orme dei genitori senza riuscire ad avere lo stesso successo ricordiamo Julian Lennon figlio di John, Jacob Dylan figlio di Bob. Zack Starr figlio di Ringo. Tra i fratelli ricordiamo Chris Jagger bravo quanto Mick ma non altrettanto fortunato. Ci sono poi i figli di Keith Richards, di Ozzy Osbourne, di Paul McCartney e altri che hanno rinunciato in partenza e si sono dedicati a tutt’altro.

Tra coloro che hanno sentito il richiamo forte della musica c’è anche Arlo Guthrie, figlio di Woody, leggenda della musica americana e musa ispiratrice di Bruce Springsteen, Joan Baez, Joe Strummer, che a inizio carriera si faceva addirittura chiamare Woody, e Pete Seeger. Bob Dylan, folgorato dalla sua musica decise a 19 anni di abbandonare scuola e casa e si macinò 4000 km per andare a trovare a New York il suo mito ormai ammalato; Woody fu attore, cantautore, compositore, scrittore, attivista per i diritti umani e soprattutto musicista. Dagli anni trenta in poi girò per il mid west, studiò e raccolse la musica della tradizione blues afro americana e irlandese, mescolandole per ottenere nuove sonorità e scrivendo lyrics che erano vere e proprie storie di vita quotidiana, attinte da giornali o da esperienze personali, creando un genere completamente nuovo che ebbe molto successo soprattutto negli anni ’60. E’ un genere che il primo Bob Dylan all’epoca del Newport folk festival fece suo adattandolo alle sue caratteristiche vocali.

Arlo Guthrie

 

Arlo, quinto dei suoi otto figli crebbe a Brooklyn circondato da musica e musicisti e da subito si rese conto che non avrebbe mai potuto fare altro nella vita se non suonare. A 19 anni compose le sue prime due canzoni e immediatamente, grazie al cognome che portava, trovò subito la casa discografica che le incise. Welcome to LA fece parte della colonna sonora del film Woodstock e Arlo fece anche parte della schiera di musicisti che si esibirono nei famosi tre giorni, cantando Alice’s Restaurant Massacre; il pezzo, scritto secondo lo stile del padre, è un lunghissimo brano autobiografico che alterna parti cantate a parti recitate come voleva la tradizione del folk americano. La canzone originale era troppo lunga, circa 20 minuti, e venne accorciata per poter essere registrata su LP. Riscosse subito un buon successo di mercato e l’anno seguente venne trasformata in film. Arlo venne chiamato a recitare la parte di sè stesso e a scrivere la colonna sonora.

Il film col passare del tempo si è trasformato in un cult movie che viene riproposto tutti gli anni dalla televisione americana per Thanksgiving. E’ ancora interessante come spaccato della vita americana degli hippies degli anni 60 anche se non ha il fascino di Easy Rider o Zabriskie Point. La storia che ricalca esattamente la canzone è divisa in due parti. Nella prima Arlo parte in autostop dal college dove studia in Montana e si reca a casa a NY per trovare Woody ammalato gravemente. Poi va in Massachussets per trascorrere il Thanksgiving con una coppia di amici hippy, Alice e Ray, che hanno appena comprato una chiesa sconsacrata chiamata Old Trinity a Great Barrington e l’hanno trasformata in una abitazione. Per sbarcare il lunario Alice lavora in un ristorante in paese. Come da tradizione americana e hippy nella casa di Alice tutti vengono accolti, amici e amici degli amici si fermano, vi dormono, fanno musica insieme in un ambiente culturalmente avanzato aperto e artistico.

Nella seconda parte, dopo il pantagruelico pranzo di Thanksgiving come da tradizione c’è un enorme quantitativo di cibo avanzato. Arlo, incaricato di smaltirlo viene scoperto in flagrante dal poliziotto locale, che lo mette in prigione. Segue immediatamente un processo e una condanna in cui gli viene ordinato di portare via l’immondizia dalla contea. Non trovando un posto adeguato Arlo arriva fino a NY dove lancia il tutto nel porto. La lieta conclusione sta nel fatto che Arlo, chiamato alle armi e già pronto a partire per il Vietnam, scopre che grazie alla denuncia e condanna non dovrà più arruolarsi perchè ha la fedina penale sporca.

Dopo questo incoraggiante inizio purtroppo la vena ispiratrice di Arlo si è spenta. “I tempi stanno cambiando” canta Bob Dylan, e la canzone di protesta non piace più. Nuovi generi musicali nascono e Arlo non riesce ad adeguarsi e a crescere musicalmente. Migliora il suo stile nel suonare ma fatica a produrre nuove canzoni e a trovare una dimensione che si stacchi dalla canzone di protesta e di difesa dei diritti civili. Suona sempre ed è spesso in tournee dove le canzoni che i fans gli chiedono sempre di suonare sono i pezzi di suo padre e Alice’s restaurant, a cui ha aggiunto nuove parti che la rendono sempre più lunga e complessa.

Nel 1990 Alice, dopo il divorzio da Ray, ha deciso di vendere la chiesa Old Trinity e Arlo l’ha comprata per viverci con la famiglia. Ha trasformato la chiesa vera e propria in un centro di cultura e arti visive, dove si tengono spesso mostre e avvenimenti culturali la maggior parte dei quali in omaggio alla musica e grandezza di Woody Guthrie.

La chiesa di Old Trinity a Great Barrington (foto di Anna Costanzo)

Ogni anno per Thanksgiving come era accaduto nel film Arlo apre la chiesa a chiunque voglia andarci e offre un pranzo secondo la tradizione americana a base di tacchino, patate e pumpkin pie. La sua dedizione alla musica del padre e il nome che porta gli hanno permesso di lavorare con numerosi artisti ammiratori di Woody: ha suonato molte volte con Pete Seeger e ha collaborato spesso con Bob Dylan. Ogni anno che passa la sua voce diventa sempre più simile a quella del padre dall’ombra del quale non è mai riuscito, o forse non ha mai voluto, staccarsi rinunciando in parte anche alla sua personalità artistica.

Old Trinity aperta ai visitatori (foto di Anna Costanzo)

Se vi capita di andare a Great Barrington vicino a Boston cercate la Old Trinity church. Chissà che Arlo non sia in casa e vi inviti anche a bere un caffè.

-Anna Costanzo