Alphaville Music Store: 40 anni di carriera e tante novità

Dicembre 1981: ero una giovane insegnante precaria, molto precaria e con tanti sogni nel cassetto: non sapevo bene quale sarebbe stato il mio futuro, ero in un periodo in cui navigavo in mare aperto e soprattutto “ a vista”, con poche costanti nelle mie giornate: la musica, di tutti i generi, e che avevo imparato malamente a strimpellare con una chitarra, e i libri, anch’essi quanto mai vari per argomento, che si trattasse di narrativa, saggistica, divulgazione scientifica, fumetti…

Nella Piacenza di allora esistevano diversi negozi di dischi e anche librerie, ma spesso il prodotto commercializzato era uniformemente distribuito: l’offerta era identica dappertutto e io spesso alla ricerca di qualcosa di diverso, migravo nei miei sabato pomeriggio a Milano, il mio “paese dei balocchi”.

Quando, il 5 dicembre dello stesso anno venne aperto “Alphaville”, in piazzetta Tempio, dove è tuttora situato, mi sembrò un sogno: innanzitutto il negozio mi sembrava veramente grande rispetto ai negozi di dischi presenti in città, tutti situati in locali piuttosto angusti nei quali generalmente entravo chiedendo il titolo e il nome della band o del cantante, perché era difficile districarsi tra il materiale esposto.

 

Invece poter accedere autonomamente nella scelta era qualcosa di appagante: ai miei occhi si concretizzavano Jimi Hendrix, Pink Floyd, Janis Joplin, David Bowie, Beatles, e poi Guccini, De André, Gaber, Battiato… con la scelta della loro produzione passata e recente.

Ma le novità non finivano lì: libri, e tanti, di narrativa, di autori emergenti, libri di qualità, libri che trattavano attualità, e poi poster bellissimi sui quali i miei occhi si soffermavano e che immaginavo collocati nella mia casa che stavo arredando.

Ben presto Alphaville diventò un appuntamento fisso del sabato pomeriggio, non solo per la sottoscritta ma anche per tanti altri: ci si incontrava, si ascoltava la musica sempre presente in negozio, ci si salutava e si scambiavano due chiacchiere. La bella gioventù degli anni ’80 aveva trovato un luogo fisico di incontro nel quale ritrovarsi con le stesse passioni, e scusate se non è poco!

Poi gli anni sono passati, noi siamo diventati grandicelli, e Piacenza nel tempo è cambiata: negozi di dischi spariti, la grande distribuzione dei centri commerciali ha fagocitato tante attività, sopravvivono alcune librerie (e speriamo con tutto il cuore che resistano!) e la nostra città è diventata un po’ più grigia e musona.

Alphaville no, lei è rimasta: pietra miliare della musica, dal rock al jazz al pop, al metal fino alla musica classica e sinfonica, ma non solo: i libri hanno lasciato il posto a una vasta e interessante raccolta di dvd cinematografici. L’appassionato di musica può trovare anche giradischi, impianti HI-FI, casse acustiche, tutto quello che può servire per l’ascolto dei propri album.

 

Già , perché se volete un vinile, comprese le edizioni limitate, è questo il posto giusto dove potete trovarlo. Non lo vedete esposto in negozio? E’ qualcosa di particolare che assolutamente volete possedere nella vostra collezione? Non fate altro che chiedere ad Antonio o a Paolo, o Cecco che dir si voglia, e loro ricercheranno su catalogo e in pochi giorni il “gioiello” desiderato sarà nelle vostre mani.

Ma com’è adesso Alphaville, dopo due anni di pandemia che hanno comportato lunghi periodi di chiusura per tante attività commerciali e che hanno segnato una crisi profonda per il mercato discografico e per il mondo dello spettacolo in generale? Lo abbiamo chiesto ad Antonio Curtoni, che a buon diritto rappresenta la storia del negozio in quanto titolare da quel 5 dicembre 1981.

Quando e come nasce Alphaville?

Il 5 dicembre 1981, in Piazzetta Tempio, dove è tuttora situato. Negli anni precedenti esisteva in via Calzolai la Libreria di Cultura Popolare, una sorta di Alphaville più piccola, in quanto i locali erano più ristretti

In che cosa avete cercato di differenziarvi rispetto agli altri negozi di dischi che, fino ad alcuni anni fa, erano presenti in città?

Da subito abbiamo cercato di essere un punto vendita non solo di dischi ma anche manifesti d’arte e, fino a un certo periodo, anche di libri. Importante è stata sempre la possibilità di offrire al cliente una scelta da catalogo, in modo che l’offerta fosse il più ampia e varia possibile.

Da sempre, che io ricordi, Alphaville è stato un punto di incontro e un centro di aggregazione di un settore culturale importantissimo e che non investe solo nella musica, ma anche negli audiovisivi…

Dal 2003, con la nascita e la diffusione del DVD, è stato introdotto il settore cinema, con un’ampia scelta di film, anche meno recenti, ma che vengono apprezzati dagli appassionati. Nel negozio si sono tenute, soprattutto nei primi anni, mostre d’arte di vario genere e rassegne cinematografiche presso il cinema Smeraldo.

La distribuzione di dischi e cd viene effettuata anche dai grandi centri commerciali ma, secondo me, c’è una differenza notevole tra il prodotto commercializzato nei grandi magazzini e nel negozio indipendente: ne volete parlare?

Nei centri commerciali è diverso il criterio di distribuzione; innanzitutto non si può ordinare da catalogo, e il prodotto è scelto prevalentemente con criteri di vendita commerciale; sono venduti essenzialmente CD e vinili di recente produzione e in particolare quelli più “modaioli”.

Quali generi musicali vengono maggiormente richiesti dall’utenza?

Diversi generi: indie, rock, modern, classical ,ma anche cantautorato, jazz e sempre i classici e gli intramontabili degli anni ’70 e ’80.

Il formato vinile secondo me è il vostro punto di forza. Ce ne volete parlare?

C’è stata una riscoperta del vinile soprattutto negli ultimi tre, quattro anni. Abbiamo vinili di nuova uscita, perché le case discografiche rilasciano ormai anche questo formato insieme al cd, anche in edizioni limitate o comunque di pregio, perché chi apprezza il vinile spesso ne apprezza la grafica della copertina e del libretto, gli inserti e le edizioni colorate del disco.

Iniziativa di spicco, a questo proposito, è il Record Store Day: come risponde l’utenza? C’è una ricerca delle edizioni limitate e del vinile di pregio?

Per effetto della pandemia da Covid, il Record Store Day è stato spezzato in due appuntamenti, il 12 giugno e il 17 luglio. E’ un evento importante per i negozi indipendenti di musica, al quale gli appassionati rispondono con entusiasmo, e così è stato anche quest’anno.

Il mercato musicale è entrato in crisi ultimamente, a causa della pandemia. Come avete ristrutturato il vostro modo di restare attivi?

Dopo periodo di chiusura a causa del lockdown nel 2020, la clientela ha ripreso a frequentare il negozio e ad acquistare, per cui c’è stato un buon recupero.

I live in negozio, eventi che hanno contribuito ad aggregare gli amanti della musica e a dare una “botta di vita” a una città un po’ “dormiente” ( passatemi il termine) come Piacenza. Ricordiamo l’incontro con Don Lett’s in occasione dei 40 anni dall’uscita di London Calling dei Clash. Poi ahimè la pandemia non ha reso possibile tutto questo: pensate di riprendere quando ritorneremo ad una vita normale?

I live in negozio sono stati possibili fino al gennaio 2020, poi la pandemia ha bloccato tutto. Non appena sarà possibile, vorremmo riprenderli; tra l’altro quest’anno ricorre il quarantesimo dell’apertura di Alphaville e sarebbe bello poterlo celebrare adeguatamente…vedremo quello che si potrà fare e quando!

Progetti per il futuro?

Vogliamo continuare ad essere fedeli a noi stessi e a mantenere con passione la nostra attività, seguendo anche i consigli e i suggerimenti dei clienti.

E i clienti ringraziano Antonio, Paolo e Oreste, che non abbiamo citato finora, ma che con la sua competenza ha contribuito a fare di Alphaville un’isola felice nella nostra Piacenza.

Ricordiamo anche che IMA TV, che collabora e supporta con Alphaville gli eventi musicali della città.

– Rosanna Marinelli