Anno 1987: Scuola di mostri… e di politicamente scorretto

É il 14 agosto 1987 e mentre il Foggia incontrava il Real, nelle sale cinematografiche americane (e solo due anni dopo anche in quelle italiane) usciva Scuola di mostri.

Scritto e diretto da Fred Dekker (possiamo ricordarlo per aver scritto e diretto anche Robocop 3 e Dimensione terrore) è un film che, come dice il titolo, parla di mostri. “Bella ciofeca” direte voi, ma se vi dicessi che è stato uno dei primi film ad unire vari personaggi di differenti franchise in un unico “universo” cinematografico? (Avengers cosa?)

Ebbene sì, in questo meraviglioso cult di fine anni ‘80 possiamo vedere un gruppo di super cattivi formato da l’uomo lupo, la mummia (una vera mummia e non quella a fianco di Tom Cruise), il mostro della laguna, il mostro di Frankenstein, per ultimo, ma non per importanza, il conte Dracula con mogli a seguito (sia mai lasciarle a casa ogni tanto) avere a che fare con il ventesimo secolo e una squadra anti mostri formata da… bimbi. Già.

Ma passiamo alla trama: un gruppo di cinque bambini amanti dell’orrore, autoproclamatosi squadra anti mostri, si ritrova a fronteggiare un effettivo team di mostri capitanati da Dracula, che cercherà in ogni modo di uccidere i nostri “eroi”, per impadronirsi, così, di un magico diamante per aprire un portale e riversare le armate del male sulla terra.

Insomma, una trama molto leggera e lineare, se non fosse per il come affrontano questi 79 minuti di puro cult. Come avete appreso dal titolo, questo film affronta la storia in vero stile anni ‘80: battute basse e crudeli verso le persone in sovrappeso, anche più crudeli verso gli omosessuali, revenge porn, maschilismo, sessismo, valorizzare la verginità femminile, bullismo, odiare a priori un tedesco anche se non è davvero “abominevole”, ecc… insomma, un film gentile.

Bisogna ammettere che erano gli anni ‘80 e siamo in America (dove puoi avere un fucile a 13 anni, ma non puoi bere fino ai 21), già questo può giustificare determinate tematiche in un film per ragazzi ma, sicuramente, se fosse uscito ai giorni nostri avrebbe letteralmente preso fuoco.

É impressionante come siano cambiati in maniera così repentina la nostra società e il nostro modo di vedere tutte quelle piccole sfaccettature che fanno di una persona un essere unico e speciale. Il cinema ha da sempre affiancato la vita reale e, se prima un bambino di 12 anni poteva permettersi di insultare un omosessuale o attuare del revenge porn nei confronti di sua sorella (e la salvezza della terra non è una scusa valida) in una pellicola, ora come ora nessun produttore si azzarderebbe a produrre un film con protagonista un “mostro” del genere. Scuola di mostri non solo ci ha dato la possibilità di vedere i nostri cattivi preferiti della romanzeria classica in un unico film, ma riesce anche a dimostrare come nuovi mostri abbiano preso il posto di quelli vecchi. Omofobia, sessismo, cyberbullismo, bigottismo, violenza sessuale, razzismo, ecc… non c’è più il lupo cattivo davanti alla porta di casa pronto a soffiare forte, ma un nemico più intimo e subdolo racchiuso persino in un bambino apparentemente innocente e questo il cinema lo mostra ora più che mai. Più la società si evolve e più questi demoni emergono dal profondo delle nostre anime spingendoci a migliorarci e a diventare eroi o a cadere e trasformarci nei nuovi Dracula, nei nuovi uomo lupo, nei nuovi mostro della laguna.

Per concludere, Scuola di mostri rimane tutt’oggi un cult che vale la pena vedere sia per la bellezza con cui sono state create le creature di questo film sia per le risate che vi farete apprezzando battute e scene a dir poco ridicole, ma che rimarranno nei vostri cuori, così da tornare per 79 minuti quei bambini spaventati dagli ululati di mezzanotte e dalle ombre negli armadi, e al contempo elettrizzati al pensiero di poter rivedere con i propri occhi quei classici mostri con un cuore di cavaliere.

 

-Marco Battaglia