Atlantide: oltre le Colonne d’Ercole, oltre i confini!

Dal 10 al 16 febbraio si è tenuto a Piacenza il primo laboratorio Global Hive: sul progetto di Atlantide.

Global Hive è un collettivo di artisti di nazionalità diverse, fondato nel 2017 per trovare un modo di creare opere teatrali contemporanee sotto un’ottica internazionale abbattendo i confini sia geografici che fisici. Il collettivo promuove la collaborazione internazionale con il fine di sviluppare progetti teatrali volti a studiare tematiche inerenti al nostro presente focalizzandosi sulle problematiche attuali. I membri credono in un teatro totale dove tutte le discipline, gli stili, le forme e i generi hanno un’importanza uguale e vengono utilizzati per fornire al pubblico un’esperienza completa e un viaggio sensoriale, specialmente nel caso di disabilità e di impedimenti visivi o uditivi del pubblico stesso.

Quest’anno il collettivo investiga il tema di Atlantide, quell’isola che secondo gli antichi era situata oltre le Colonne d’Ercole e dopo un periodo di prosperità venne inghiottita dall’oceano. Il tema è un pretesto per parlare di cambiamento climatico e della scelleratezza dell’uomo rispetto alla natura, nonché dello sfruttamento da parte della classe politica di queste catastrofi naturali.

Il primo laboratorio tenutosi a Piacenza ha dato il via alla creazione delle prime scene dello spettacolo attraverso le indicazioni di Carolina Migli Bateson, River Coello e John Jack Paterson, ossia i docenti di questa prima parte del progetto. Gli attori che hanno partecipato al laboratorio (totalmente gratuito) sono stati messi alla prova con momenti di scrittura creativa, creazione di movimenti scenici e riflessioni legate all’accessibilità delle scene prodotte.

Il percorso si è concluso con una prova aperta al pubblico presso il teatro Trieste 34 il 16 di febbraio. Le scene di questo spettacolo viaggeranno dall’altra parte del mondo (Stati Uniti, Inghilterra, Canada) e saranno intrepretati da altri attori che a loro volta inventeranno altre scene per poi tornare con la creazione finale a Piacenza.

– Fraga