Carole and Tuesday: come la musica unisce, commuove e insegna

Watanabe Shinichiro colpisce ancora e lo fa in grande stile: dopo aver creato alcune tra le pietre miliari dell’animazione giapponese come Cowboy Bebop e Samurai Champloo, il 10 aprile 2019 esce su Netflix la nuova serie animata dello studio Bones dal titolo Carole and Tuesday.

Ma partiamo dal presupposto che nessuno abbia la minima idea di quale sia lo stile di Watanabe.

L’idea di fondo è quella di creare un’esperienza che coinvolga lo spettatore a tutto tondo: più dei contenuti, che toccano sempre tematiche importanti, mature e difficili, ciò che colpisce e rimane impresso nella mente dello spettatore è il modo con cui sono veicolati. Il comparto grafico è eccezionale, le animazioni sono splendide, seppur con qualche frame che tende a ripetersi con troppa frequenza in determinate scene. Ma, ancora una volta, è il sonoro ad avere il ruolo da protagonista: come in ogni opera di Watanabe la colonna sonora è semplicemente splendida e ha il compito preciso di comunicare allo spettatore le emozioni dei personaggi principali, l’atmosfera del mondo in cui vivono, le loro delusioni come i loro successi. Più dei dialoghi e dei pianti stridenti, la sfera intima dei personaggi, le conseguenze che i fatti che li coinvolgono hanno sulle loro vite e sulla loro psiche sono affidati alla musica.

E non potrebbe essere altrimenti in un’opera la cui trama è incentrata principalmente sulla crescita musicale e professionale delle due protagoniste: Carole e Tuesday sono due ragazzine provenienti da ceti sociali opposti ma unite dalla passione per la musica vera, quella ancora suonata con strumenti reali e la cui creazione e riproduzione non è affidata a delle AI, come avviene nel 90% dei casi nel mondo dello spettacolo fittizio presente nella storia narrata (o anche nella nostra odierna realtà?). La musica intesse le loro vite e le intreccia, facendole scontrare con la realtà del mondo in cui vivono, facendole crescere e maturare nei loro fallimenti come nei loro successi.

Inevitabile notare la critica che l’anime porta al mercato musicale odierno, fatto di Talent Show che spesso promuovono più l’immagine che il talento, ma anche di competizione, ossessione e avarizia. Tuttavia, nel buio tumultuoso di un mercato che non lascia scampo a chi resta indietro è possibile scorgere un raggio di sole ad illuminare il cammino: la passione per la musica; e insieme a questa l’amore per la bellezza, l’impegno e il coraggio di affrontare le difficoltà a testa alta e con il sorriso, a prescindere dal risultato.

I pezzi degli artisti presenti in questo viaggio di crescita e passioni sono gli stessi che compongono la colonna sonora dell’anime: si tratta di brani realmente composti e suonati appositamente per quest’opera da artisti internazionali come Nai.BrXX e Celeina Ann, rispettivamente nel ruolo di Carole and Tuesday nel cantato, Alisa nel ruolo di Angela Carpenter, Thundercat nel ruolo di Skip e molti altri. La quantità di artisti coinvolti nella produzione di Carole and Tuesday è impressionante, così come la qualità del sonoro prodotto: alcuni pezzi sono semplicemente magnifici, a partire dal pezzo principe della serie, dal titolo Loneliest Girl, fino a Mother, il pezzo conclusivo che, con una potenza inaudita in termini di scrittura ed emozioni, piega lo spettatore alle lacrime e agli inevitabili applausi.

La forza di questa serie è proprio questa: saper commuovere e coinvolgere lo spettatore con la musica, sapergli insegnare qualcosa pur senza perdersi in elucubrazioni o in trame complesse. Carole and Tuesday è un prodotto schietto: parla al cuore senza cercare scorciatoie o pretesti. Va subito al punto e lo fa senza dare il tempo di arrovellarsi, con il ritmo scorrevole della vita stessa. Nulla può fermare o rallentare gli eventi che colpiscono l’esistenza dei suoi personaggi, se non la forza di volontà e la capacità di adattamento degli stessi agli ostacoli e alle possibilità che si stagliano loro dinnanzi. Alcuni personaggi riescono meglio di altri nell’accettare i propri errori e le proprie battaglie: ed è qui che lo spettatore può ritrovare sé stesso, immedesimandosi nel dramma personale, silenzioso e privato di chi soccombe, oppure nella forza di volontà di chi decide di combattere e resistere.

A quale fazione donare il proprio cuore non sta a Watanabe deciderlo: la sua opera lascia la porta aperta su ogni possibilità la sensibilità dello spettatore decida di abbracciare. Ed è proprio questa la grandezza di un anime come Carole and Tuesday: i sentimenti di chi guarda non sono forzati tramite la ricerca dell’eccesso. L’opera si presenta letteralmente come una lezione di vita ed è dunque la vita stessa a determinare la risposta emotiva di chi guarda e assiste. La musica mette a segno il punto con tutta la sua potenza e la sua forza comunicativa.

Non serve altro per intrattenere ed insegnare e la ricetta di Watanabe si rivela di nuovo vincente, a conferma delle sue più classiche e conosciute opere.
Non si può dire che Carole and Tuesday offra un intrattenimento semplice o superficiale ma ciò che posso dire con certezza è che non può lasciare indifferenti.
Voto: 9/10

– Ilaria Tagliaferri