Castlevania Animation: l’ambizioso progetto di Warren Ellis

È l’anno 2017 quando la prima stagione di Castlevania Animation vede la luce, tra un milione di dubbi, critiche, perplessità e aspettative. Chi si prende l’onere di portare su schermo un’opera della portata e dell’importanza videoludica come Castlevania è Warren Ellis, in una collaborazione tra gli studi Frederator Studios, Powerhouse Animation Studios, Shankar Animation, Project 51 Productions, Mua Film. L’esclusiva del progetto, ormai costituito da tre stagioni, appartiene a Netflix.

Dopo due stagioni di breve durata e dai toni altalenanti, il 5 marzo 2020 esce la terza stagione e porta con sé l’attesa conferma che aspettare tre anni ha portato buoni frutti.
In questa stagione vediamo infatti una svolta di trama rispetto al classico tema di Castlevania, ovvero la presa e la caduta del castello di Dracula. La storia si discosta e procede in una direzione originale, seppur con diverse influenze, personaggi e citazioni provenienti da vari capitoli della saga videoludica.
Oltre ad una trama principale, portata avanti da alcuni personaggi già visti nelle stagioni precedenti, tra cui Carmilla, Hector e Isaac, si inseriscono due sotto trame legate rispettivamente a Trevor e Shypa, e ad Alucard. Nonostante ad una prima visione sembri sempre tutto troppo affrettato, ad una seconda e più attenta osservazione è evidente come l’intreccio inizi a trasformare gli ottimi spunti, già presenti nelle precedenti stagioni, in dettagli di trama e approfondimenti assolutamente sensati e pregni di significato.

I rapporti tra i protagonisti si arricchiscono, guadagnano spessore e continuano ad evolvere, dimostrando le grandi doti di scrittura di Ellis: nulla è lasciato al caso, ogni azione e trauma subito dai personaggi nell’arco di queste tre stagioni ha delle conseguenze. La capacità di gestire questi percorsi di crescita nel tempo, senza affrettare necessariamente le cose come spesso accade in molte produzioni televisive e di animazione, è probabilmente il maggior pregio di questa serie.

Si riconferma inoltre un’altra caratteristica già vista in precedenza: la folta presenza di dialoghi. Le informazioni sugli stati d’animo, sulle intenzioni e sul modo di pensare dei personaggi sono dichiarate costantemente, sempre a disposizione dello spettatore. Diversamente le conseguenze che queste parole hanno sul personaggio e sulla trama vengono espresse visivamente. È senz’altro un modo molto diverso di concepire l’animazione rispetto a quanto siamo abituati a vedere nelle più diffuse produzioni cinematografiche.

Il coraggio di Ellis sta proprio in questo: proporre un adattamento animato di una serie videoludica di vecchissimo stampo, in cui il giocatore era portato a non farsi massacrare da creature demoniache per giungere a punire il villain della situazione, e arricchirne i protagonisti con una psicologia in continua evoluzione. Potrebbe sembrare banale o noioso ma non è né l’una né l’altra cosa: trasformare Castlevania in una serie psicologica è probabilmente uno dei progetti più ambiziosi, coraggiosi e meglio riusciti che Netflix ha prodotto negli ultimi tre anni.

Parlando del comparto grafico, la situazione rispetto alle stagioni precedenti è rimasta immutata ma si possono apprezzare alcune migliorie a livello di animazione: le scene d’azione sono meno legnose e statiche, seppur ancora migliorabili.

Purtroppo, la brevità della stagione è ancora una pecca: nonostante il miglioramento rispetto ai soli quattro episodi della prima stagione sia abissale, una puntata in più oltre alle dieci di cui è composta questa terza parte avrebbe giovato e avrebbe reso più comprensibile l’evoluzione psicologica di alcuni personaggi.

La colonna sonora si riconferma ottima nel rendere correttamente l’atmosfera cupa e disperata di un mondo invaso da creature infernali, non sempre necessariamente demoniache ma spesso semplicemente umane.

Una menzione particolare va alla creazione del personaggio di Lenore che, in pochi episodi, sbatte in faccia allo spettatore la concezione classica del vampiro malizioso, malvagio e razionale senza risparmiare assolutamente nessun dettaglio.

Divertente infine la citazione, confermata in via ufficiale, di un’altra famosa opera fumettistica e d’animazione: a metà stagione è possibile vedere un personaggio armeggiare con una maschera dalle inconfondibili fattezze. Si tratta di una citazione a Jojo’s Bizzare Adventure e alla Maschera Azteca portatrice di sventura e guai nelle prime due parti dell’opera.

Per concludere, con questa terza stagione Castlevania Animation si conferma un prodotto di animazione con uno spessore psicologico eccezionale, in costante crescita e sviluppo, per il quale le aspettative rimangono altissime.

Consigliato sia agli appassionati del genere (le creature della notte e la Sorellanza di Carmilla sono semplicemente troppo ben fatte per lasciarsele sfuggire), sia a chi desidera godere di un prodotto in cui l’approfondimento psicologico ha più spazio rispetto alle scene d’azione. Meno consigliato agli appassionati di action e chi desidera guardare una serie leggera che non richieda troppe riflessioni.

– Ilaria Tagliaferri