Come si vive un Lockdown da studenti: intervista ai vincitori del contest CoronaVirTus dell’ISII Marconi-Da Vinci

Ed eccoci arrivati al fatidico momento finale: il 19 maggio vengono proclamati i vincitori del contest CoronaVirTus che IMA Magazine ha potuto seguire e nel quale ha partecipato, nella persona della sottoscritta, alla giuria esterna insieme al Team Digitale dell’Istituto.

Un bilancio di questa esperienza? Molto positivo, che va a sfatare tanti dei pregiudizi del pensiero comune, per cui i giovani sono apatici, privi di sensibilità e incapaci di recepire stimoli, troppo attaccati a smartphone e ai social.

In realtà tutto quello che hanno prodotto dimostra una capacità di adattarsi a una situazione nuova, estrema se vogliamo, che ha coinvolto tutti e in special modo proprio la loro fascia di età. A quindici, sedici, diciotto anni si è proiettati verso l’esterno, si vuole vivere con gli amici, non ci si vede nel chiuso della propria stanza, nella propria casa, solo a stretto contatto con la propria famiglia; a questa età si ha voglia di mondo, di esperienze…

Eppure, questi ragazzi hanno dimostrato una resilienza che ci stupisce e ci fa capire che siamo di fronte a una generazione tutt’altro che passiva, capace di usare i media e il mondo digitale per mettere a frutto la propria creatività e per esprimere se stessi.

Altro aspetto da non sottovalutare è che l’iniziativa è stata proposta e raccolta con entusiasmo in una scuola tecnica, che farebbe pensare a studenti interessati solo a discipline di settore, ad attività di laboratorio consistenti in calcoli, disegni, esecuzione di progetti che hanno a che fare con macchine, numeri, tabelle…e invece, sorpresa: emergono capacità di espressione personale attraverso poesie, fotografie, canzoni, scritti di riflessione su quanto una quarantena e la lontananza dal vivere quotidiano ha per loro significato.

In una chiacchierata di mezzora alcuni di loro ci hanno raccontato come hanno vissuto questo periodo, cosa ha rappresentato per loro il contest e come vivono la lontananza dalla scuola e dai propri coetanei.

Presentiamo innanzi tutto i ragazzi che hanno partecipato, ai quali va il nostro grazie per la collaborazione e la simpatia con cui hanno partecipato: Giuseppe Scinardo, Davide Paparella, Brandon Tidari, Alessandro Fedele, Toader Mirza, Martina Delledonne, Andrea Iori:

D- Quale motivazione vi ha spinto a partecipare al contest?

R- Brandon- Ho voluto partecipare perché mi è piaciuta l’idea e ho voluto coinvolgere anche altri compagni (cover musicale di Hotel California).

Toader- È stata l’occasione per mettere alla prova la nostra immaginazione e ci ha permesso di testare quello che siamo capaci di fare.

Martina- Ho partecipato perché ho capito che quello che stiamo vivendo in prima persona è un evento storico, qualcosa di ben più ampio della scuola.

Giuseppe- Faccio parte della band e ho lavorato sul testo della canzone, sono anche la voce cantante. Il tentativo è stato quello di realizzare qualcosa di leggero.

D- Perché Hotel California? Suonavate già da tempo insieme? Avete progetti di suonare insieme in un prossimo futuro, magari per qualche iniziativa della scuola?

R- Giuseppe- La preparavamo già da prima della quarantena. Durante la settimana della flessibilità abbiamo cercato di organizzarci per creare la band, ma non abbiamo mai suonato insieme, anche se ci piacerebbe farlo e speriamo che si possa realizzare.

D- Le chitarre sono particolarmente belle e ben suonate…

R- Giuseppe- Le chitarre sono suonate da Brandon.

Brandon- Suono la chitarra da quando avevo otto anni ma vado a lezione da tre anni.

D- Secondo voi come usciremo da questa esperienza, migliori o peggiori? E come vedete la scuola in prospettiva?

RBrandon- Torneremo in presenza, ma non è male nemmeno la didattica a distanza utilizzando il    computer

Martina- L’esperienza è sicuramente positiva perché si è scoperta una modalità nuova, ma manca il contatto umano, così è tutto molto più freddo.

D- Che rapporto avete avuto con gli insegnanti?

R- Giuseppe- I prof sentivano falsata la comunicazione, ci sono stati problemi di fiducia in quanto le interrogazioni e le verifiche potevano essere condizionate da aiuti esterni.

Toader – Un conto è lavorare da casa dove ci sono maggiori distrazioni, un altro da scuola dove si è più concentrati e si ha il supporto dell’insegnante al quale chiedere chiarimenti nell’immediato.

D- Salutiamo Andrea Iori che entra in questo momento in collegamento; complimenti innanzitutto per la grafica del tuo video e subito una domanda: potresti fare un bilancio di questa esperienza? Come vedi il ritorno a scuola?

R- Andrea- È un periodo non paragonabile a nessun altro; ci sono differenze nello studio e nell’interazione con gli altri, con alcune difficoltà. Ci sarà il ritorno a scuola ma per ora sembra molto lontano e non si riesce a prevedere nulla.

D- Avete avuto paura?

R- Davide- No, sono tranquillo e non ho motivi per avere paura.

D- Una domanda per Alessandro Fedele, che salutiamo al suo ingresso in chat. Ti è piaciuto partecipare al contest?

R- È stato un modo per comunicare agli altri cosa sentivo. Per la Fase1 ho presentato una poesia, per la Fase 2 un’immagine, una foto intitolata “Le nostre metamorfosi”. Proprio oggi pensavo a una frase di Einstein che afferma che le crisi possono essere positive in quanto portano a cambiamenti. Da questa esperienza si può imparare a gestire anche nuove pandemie. Il problema che ci si è presentato è ambientale oltre che sanitario e sociale e questo momento può essere un punto di svolta perché l’uomo possa cambiare certi atteggiamenti.

D- Come avete vissuto la percezione di un tempo diverso, vissuto attraverso la lentezza?

R- Davide- È stata una sorpresa per tutti, è scoppiato tutto senza preavviso, non si capisce subito come affrontare certe situazioni ed errori che sono stati fatti. Adesso siamo in un’altra fase e stiamo capendo come comportarci.

Martina- Non l’ho presa bene inizialmente, dovevo festeggiare il mio 18esimo compleanno quando hanno chiuso tutto. Poi ho approfittato della quarantena per fare cose per cui prima non avevo tempo (ad esempio imparare a montare dei video), in questo modo la quarantena è risultata meno dura.

D- Come avete gestito i rapporti con le amicizie esterne alla scuola?

R- Toader- Personalmente restare distanti fisicamente dai propri amici è stata una vera botta allo stomaco, è stato veramente duro adeguarsi a nuove regole e agli ordini. Anche adesso, dopo la riapertura, non possiamo fare tutto perché rischiamo anche più di prima.

Davide- La mia vita sociale non è stata molto limitata, perché abitando a Gropparello i rapporti sociali sono meno frequenti. Grazie a programmi come Meet e Discord sono però riuscito a mantenere i rapporti con i miei amici e a giocare insieme online.

Alessandro- C’è stato un cambio di routine; durante il lockdown bisognava limitare le uscite ed alternarsi anche per portare fuori i cani. Quando sono riuscito ad uscire nuovamente è stato un ritorno alla normalità, come pure l’andare dal barbiere a tosarmi!

D- Come si svolgeranno le vacanze?

Toader- Questo è un tasto dolente, io spero che per metà luglio o per agosto ci sia un po’ più di libertà.

D- Esami di maturità di persona, come valutate la decisione?

R- Giuseppe- Sicuramente c’è un margine di rischio e ci vorrà una pratica di disinfezione e un’organizzazione notevole per limitare il rischio contagio, d’altra parte l’esame a distanza comporterebbe il rischio che si possa imbrogliare e quindi è giusto che si faccia in presenza.

D- Ed ora qualche domanda ai componenti della band che ha lavorato su Hotel Casa Mia. Come avete assemblato, a distanza, il pezzo?

R- Giuseppe- Il batterista del gruppo, oggi assente, non ha potuto registrare così abbiamo fatto ricorso a una traccia di batteria trovata in internet, che però non andava a tempo con le chitarre, registrare da Brandon. Il cantante doveva essere un altro ma non si è fatto sentire e perciò ho cantato io. Dopo vari tentativi di coordinare chitarre e batteria, improvvisandomi fonico, ci sono riuscito. Nessuno di noi aveva una scheda audio né esperienza di mixaggio, abbiamo improvvisato. Inoltre, non essendo un cantante, durante la traccia vocale si sentiva tutte le volte che respiravo, così sono dovuto intervenire su ogni frase cantata tagliando il finale in cui si sentiva il ritorno del mio respiro. Questa cover è nata così…la necessità aguzza l’ingegno.

D- A Martina il compito di chiudere questo incontro…

R- Martina- Mi è piaciuto ascoltare i punti di vista degli altri ragazzi. È stato un bel confronto e mi sono divertita.

L’intervista video verrà riportata integralmente sul canale Youtube del magazine: https://www.youtube.com/channel/UC5Jx5GvaZCgpk9oBC22pNJg

Intervista raccolta per IMA Records& Magazine da Rosanna Marinelli.