Iggy Pop e David Bowie: il periodo berlinese

1975: è l’anno di svolta per Iggy Pop

Conosciuto come l’Iguana, perso negli acidi, nell’eroina e nella sua follia, Iggy Pop viene scaricato dalla produzione discografica, ormai incapace di portare a termine qualsiasi progetto; nella clinica psichiatrica nella quale si trova ricoverato, finito come artista e pieno di debiti, l’unico amico che gli fa visita è David Bowie che, terminato il tour di Station to Station, decide di prendere casa a Los Angeles.
Non che l’ex Ziggy Startust sia proprio immacolato: a Los Angeles la cocaina è merce di utilizzo comune e di facile reperibilità, Bowie decide a un certo punto di darci un taglio, ma non vuole farlo da solo: contatta così Iggy e i due capiscono che l’unico modo per salvare le proprie vite e le proprie carriere musicali è abbandonare gli States e trasferirsi nella vecchia e più tranquilla Europa, a Parigi.

Il punto di partenza per ritrovare slancio creativo per Iggy (Bowie non l’aveva mai perso, nonostante la sua condizione di dipendenza da sostanze) è Sister Midnight, brano che Bowie aveva già inserito nella scaletta del suo ultimo tour e che sarebbe diventata poi il cavallo di battaglia solista di Iggy Pop.
Nasce così un sodalizio artistico e umano che porterà nuovi stimoli compositivi sia per l’uno che per l’altro artista e soprattutto alla rinascita dell’Iguana, che riesce ad ottenere un contratto dalla RCA e che porterà alla composizione di The Idiot, il cui titolo ricorda l’omonimo romanzo di Dostoevskij, mentre Bowie sta lavorando a Low, con la collaborazione di Brian Eno.
Durante le registrazioni Iggy sparisce improvvisamente o rimane in disparte in regia, per ritornare poi a comporre i testi in presa diretta al microfono; questa tecnica colpisce particolarmente Bowie, che successivamente la fa propria. Questo è solo un esempio di quanto uno riesca a trasmettere all’altro, per ispirazione e per capacità compositiva.

Non è solo questo: il rapporto tra i due è anche e soprattutto umano, perchè l’Iguana si aggrappa all’amico, che lo aiuta a risalire la china delle sue pericolose deviazioni mentali e a ritrovare la forza per riemergere dai propri incubi.

Nell’agosto del ’76 i due lasciano Parigi e si trasferiscono prima a Monaco di Baviera negli studi Munich Musicland, e successivamente agli Hansa Tonstudio di Berlino Ovest, città reduce dalle ferite del secondo conflitto mondiale e del Muro.
Prendono casa, insieme a Coco Schwab, assistente di Bowie e a Ester Friedman, fidanzata tedesca di Iggy, nel quartiere di Schoeneberg, a predominanza turca. Ed è proprio la Friedman che immortala, con la propria macchina fotografica, i due mentre si aggirano per le strade, nei musei, nei bar di Berlino, come perfetti sconosciuti.

E’ in questa atmosfera un po’ retro e decadente che nascono Low, Heroes e Lust for Life di Iggy.
I primi due sono monoliti destinati a influenzare la scena discografica successiva, non semplicemente pop come verrebbe da pensare, perchè nei due album la parte strumentale si accompagna a testi brevi, quasi rapide pennellate; Lust for Life, composto a quattro mani da David e Iggy, rappresenta la rinascita di quest’ultimo, in cui si fondono accenti di rock’n roll con ritmi martellanti e ossessivi che rimandano a un rock acido e a reminiscenze punk.

Tutto questo oggi lo ritroviamo in un cofanetto di sette CD che ripercorrono tutto il periodo berlinese di due artisti straordinari, Iggy Pop – The Bowie Years: ritroviamo, oltre a The Idiot e Lust for Life, T.V.Eye-Live 1977, (in quattro brani troviamo Bowie alle tastiere) e un quarto album, Edits+Out-Takes, che raccoglie brani mixati usciti precedentemente in 45 giri e un’ intervista a Iggy Pop; a tutto questo si aggiungono tre dischi che raccolgono momenti del tour promozionale a Londra, Cleveland e Chicago nel marzo del 1977. A completare il tutto un libretto che racconta la genesi di The Idiot.

Per i fans del Duca Bianco e dell’Iguana tanto materiale, a testimonianza di un’epoca musicale ricca di fermenti, e di due artisti capaci di reinventarsi e di esplorare strade e sollecitazioni sempre nuove e mai banali.

-Rosanna Marinelli