Il racconto dell’ancella. Il romanzo dietro alla serie The Handmaid’s Tale.

Scritto nel 1985, il romanzo è una distopia che ci porta in un futuro non tanto lontano in cui, in seguito a una guerra nucleare, gli Stati Uniti sono divenuti un regime totalitario teocratico, la repubblica di Galaad.

Un fotogramma della serie tv “The Handmaid’s tale” ispirata al romanzo.

Bombardamenti e radiazioni hanno influito profondamente sulla specie umana, riducendo drasticamente la fertilità e quindi la procreazione.

Ed è proprio per questo che il ceto dominante che ha preso il potere, i Comandanti, ha creato una società verticistica in cui le donne fertili vengono assoggettate, private di denaro, di possibilità di vita autonoma, perfino di una loro identità e divengono proprietà di ognuno di essi, “ grembi con due gambe, nient’altro: sacri recipienti, calici ambulanti”.

Il racconto è narrato dal punto di vista di Difred, un’ancella di cui non conosciamo il vero nome.
Difred infatti non è altro che il nome che è stato dato alla ragazza, dopo la sua cattura, e significa proprio “di proprietà di Fred”, il Comandante a cui è assegnata.
Ragazza che prima aveva avuto una propria esistenza, un lavoro, un compagno, Luke, una figlia; lei, come tante altre donne, nel momento in cui si instaura la dittatura, perde tutto, tenta di fuggire in Canada con Luke e la bambina, ma i tre vengono catturati.
Difred non saprà mai che fine hanno fatto i suoi cari, tranne che sua figlia è viva e assegnata a una famiglia. Lei, ancora giovane e in grado di procreare, diventa Ancella nella casa del Comandante Fred e di sua moglie, Serena Joy, con il compito di assicurare loro un discendente. Ogni mese, durante il periodo fertile, le ancelle, al cospetto della moglie del Comandante e delle loro compagne, sono sottoposte al rito sessuale: non un amplesso, semplicemente un tentativo di fecondazione privo di qualsiasi implicazione emotiva e umana.

Ma le Ancelle non sono le uniche a subire una sorte umiliante: in base a una reintrepretazione di alcuni passi biblici, le donne sono assoggettate a una condizione subalterna e suddivise in diversi ruoli: le più anziane, non più in grado di procreare, sono impiegate come serve (le Marte), oppure entrano a far parte delle Zie, sorta di ordine monastico con il compito di irregimentare le Ancelle. Un gruppo particolare è quello delle Nondonne, inutili e inadatte a ogni mansione e dunque destinate ad essere eliminate.

Difred però non riesce a rimanere incinta, a causa dell’infertilità del Comandante, secondo quanto affermato da Serena Joy, che le propone di avere rapporti con Nick, il custode fidato di Fred. A sua volta il Comandante invita Difred sempre più spesso ad incontrarlo clandestinamente, all’insaputa della moglie, inizialmente per giocare a Scarabeo, poi in modo sempre più intimo, tutto senza sentimenti né passione: semplicemente un’Ancella altro non è se non un oggetto di proprietà di un Comandante, con cui può togliersi qualche capriccio, evadere alla rigida disciplina imposta dalle convenzioni sociali.

Eppure in questo sistema ,apparentemente chiuso in una ferrea organizzazione, ci sono delle crepe: innanzitutto la stessa Difred è tenacemente attaccata ai ricordi della sua vita precedente, coglie i particolari della natura, della luce del sole, del mistero della notte, prova sentimenti, pur con sensi di colpa nei confronti di Luke, verso di Jack con cui fa liberamente l’amore e cerca in tutti i modi di trasgredire, di trovare una via di fuga seppure minima, nascondendo un fiammifero, ed accettando il rischio di incontrare il Comandante, se non altro per ricordare a se stessa cosa significa essere donna.

Non si può controllare il libero pensiero, i sentimenti, i ricordi, le fantasie.
A ricordare che la trasgressione equivale a ribellione al sistema e in quanto tale va punita, è il Muro, davanti al quale le Ancelle passano nei loro momenti di libertà controllata: ad esso vengono appesi i cadaveri di uomini e donne “resistenti”, con i piedi penzolanti come ballerine e il capo incappucciato.

Esiste un movimento clandestico, di cui Difred viene a conoscenza, il Myday, ma forse sarà proprio questa sua consapevolezza a determinare la sua condanna o la sua salvezza, chissà…
Nel finale Difred viene prelevata dagli Occhi, la polizia segreta, e portata su una camionetta. Chi organizza il tutto è Nick, che a questo punto non sappiamo se è una spia del sistema o il salvatore che mette in scena una finta cattura per portarla in salvo.
Finale aperto dunque che ha dato poi il via, in seguito al successo del libro, a una fortunata serie televisiva “The Handmaid’s Tale”.

Ma lo scopo della Atwood è quello di descrivere un’America in cui il puritanesimo americano viene spinto alle estreme conseguenze, e di delineare allo stesso tempo quali possono essere i risvolti inquietanti della nostra società, in cui dietro apparenze di libertarismo, e di un’apparente libertà di costumi, la donna viene ancora considerata come un oggetto, un essere senza diritto di avere una propria identità e un proprio ruolo al di là dell’essere madre.

Si è parlato ultimamente di riferimenti all’America trumpiana e in effetti, ne possiamo notare più d’uno, a cominciare dal razzismo, dalla creazione di una casta di dominatori eletti che pretende di agire in nome di una Bibbia e di un Dio selettivo e spietato nei confronti di chi è più povero.

Per concludere, inquietante risulta un passo nel capitolo conclusivo, che riporto con le sue testuali parole:

“Judd (il probabile cognome di Fred, il Comandante)… Lo si sospetta di aver orchestrato il Giorno del Massacro del Presidente, che deve aver richiesto la massima infiltrazione del sistema di sicurezza attorno al Congresso, senza il quale l’applicazione della Costituzione non avrebbe mai potuto essere sospesa”.

Come non riandare con il pensiero ai fatti del 6 gennaio scorso?
Viviamo in tempi in cui le distopie non sono più presunte tali, e la realtà può diventare giorno per giorno sempre più oscurae minacciosa; un motivo in più per metterci in guardia e salvare quello che è per noi sacro e imprescindibile, il libero pensiero.

-Rosanna Marinelli