John Belushi, il fratello blues scomparso troppo presto

Una sfavillante carriera da attore comico, una vita interrotta bruscamente. John Belushi a soli 33 anni muore di overdose il 5 marzo 1982, in un bungalow del Chateu Marmont, lussuoso hotel sul Sunset Boulevard di Los Angeles. Causa della morte: overdose.

La sera prima Belushi sarebbe dovuto passare dal Guitar Centre a ritirare una preziosa sei corde costruita apposta per il chitarrista Les Paul. In realtà con i 1500 dollari dati dal suo manager Bernie Brillstein compra un pedale per la cassa della sua batteria e fa rifornimento di eroina e coca. Con lui Catherine Smith, una ex groupie piuttosto nota nello show business californiano.

Gloria è al volante della sua Mini1275GT color viola. Marc ama le auto ma ha paura di guidare, ha paura di poter morire in un incidente. Anche per questo, forse, ne parla in tante sue canzoni. Forse anche per questo possiede numerose vetture, tra cui brilla una Rolls Royce che proprio stasera, è stata prestata dal suo management ai colleghi Hawkwind, space rock band attiva dal 1969.

I due bevono qualche drink in un locale sopra il Roxy, uno dei club più noti della Città degli Angeli, per recarsi poi al Rainbow Bar & Grill per la cena e successivamente al Chateau Marmont, raggiunti nel frattempo da Robin Williams, Robert De Niro e altre star per un improvvisato party.

Finita la festa, Belushi assume una dose di speedball, mix di cocaina ed eroina.

Bill Wallace, artista di arti marziali, attore e amico di John, ritrova il suo corpo senza vita nudo nel bungalow 3. In fretta viene chiamato il dottor Thomas Noguchi che non può far altro che constatarne il decesso.

La salma di Belushi viene tumulata nel cimitero di Abel’s Hill sull’isola di Martha’s Vineyard (Boston) il 10 marzo successivo. Dan Aykroyd e il fratello Jim Belushi, anch’egli attore in ascesa, sostengono la bara. Aykroyd suonò The 2000 Pound Bee dei The Ventures, in omaggio a un loro scherzoso patto. Qualche mese dopo la stessa Catherine Smith ammette al “National Enquirer” di aver somministrato la dose fatale di speedball. Condannata per omicidio preterintenzionale, uscirà di prigione dopo 15 mesi.

Il New York Times ha sintetizzato così la morte prematura dell’attore di Animal House e The Blues Brothers:

«Scervellato, sferico attore comico, noto per le sue imitazioni al Saturday Night Live, trovato senza vita in un bungalow a Hollywood».

Non era un mistero per nessuno il consumo di droga da parte di Belushi, gli era stato consigliato più volte di andare in rehab, ma lui ha sempre rifiutato.

Il regista di The Blues Brothers John Landis dichiarò che gli iconici occhiali Ray Ban neri salvarono le riprese evitando di mostrare il volto dell’attore. Avrebbe dovuto interpretare Valentine in Una poltrona per due (sempre con John Landis alla regia) e Peter Venkman in Ghostbusters, invece ci lasciò in un mare di ipotesi su come sarebbero state il resto della sua vita e carriera.

Noi vogliamo ricordarlo per quello che ci ha regalato.

-Emanuele Maffi