Le sei anime di “Nostralgia” – il nuovo album dei Coma_Cose

Dopo la partecipazione a Sanremo con Fiamme negli occhi i Coma_Cose pubblicano Nostralgia, il loro secondo album in studio dopo il successo di HYPE AURA, che li ha portati al grande pubblico.

Un disco che non si perde in fronzoli e va dritto al punto: sei tracce più un’ outro, per un totale di poco più di venti minuti che riassumono tutte le influenze di un progetto che si sta allontanando dalle sonorità hip hop del primo disco per abbracciare un pop camaleontico.

La traccia d’apertura è Mille Tempeste, una ballata dark trainata da un incedere elettronico fumoso e astratto in cui si susseguono immagini di interni ed esterni tra “La galassia è l’Italia” e “La città è la provincia”.
Segue La Canzone dei Lupi e i suoi ritornelloni aperti, orecchiabili e sfacciatamente pop, un pezzo che ha un potenziale radiofonico notevole, costantemente in bilico fra il dream pop stile Beach House e i Thegiornalisti di Fuoricampo. Proprio alla canzone più di impatto del disco è affidato il compito di riassumere le intenzioni dei Coma_Cose in questo periodo della loro carriera:

“Tu dimentica ogni cosa in cui credi davvero/se cammini nel bosco non seguire il sentiero”, “Col tempo tutto si addomestica/tranne i lupi e noi”, “Togli l’oro dai dischi e dopo dallo alla Luna”.

Ed effettivamente dal sentiero sicuro si allontanano con il drum n bass di Discoteche abbandonate il cui highlight è la definizione di “Berlusconismo interstellare”, data al periodo a cavallo tra gli anni ‘00 e ’10 e al “mito di una generazione in un vicolo cieco”.

Al centro della tracklist troviamo il singolo sanremese Fiamme negli occhi, una divertente ballata che ormai conosciamo bene in cui Fausto e California cantano il loro amore e le battaglie affrontate assieme.
Novantasei è una sorpresa incredibile: una canzone grunge che inizia come 1979 degli Smashing Pumpkins e continua con riferimenti sfacciatissimi ai primi Verdena e ai “Nirvana in Brianza”, un basso martellante che nei ritornelli lascia spazio alle chitarre distorte e un testo di istantanee d’amore dagli anni ’90. Sul finale vi verrà da canticchiare il celebre “hey!” di Kurt Cobain in coda al ritornello di Smell Like Teen Spirit.

Dopo la sbornia saltereccia di Novantasei, in coda arriva Zombie al Carrefour un toccante lento pianoforte (Fausto) e voce (California) che sa di notte inoltrata, fra riflessioni, intimismo e le corsie di un supermercato 24/7.

In conclusione, Nostralgia è una bella sorpresa, i Coma_Cose potevano andare sul sicuro proponendo un album dal gusto hip hop e i loro classici giochi di parole, invece vanno oltre, proponendo sei pezzi tutti diversi fra loro e tutti archetipi delle varie influenze che li contraddistinguono; sei parti diverse che formano un disco, che convince anche chi, come me, partiva con l’intenzione di non farselo piacere.

-Stefano Dallavalle