L’ultimo show di Jimi Hendrix in una raccolta imperdibile: Live in Maui

Nell’estate del ’70 Jimi Hendrix, accompagnato da Mitch Mitchell (batteria) e Billy Cox (basso) stava lavorando ad un ambizioso progetto che prevedeva la costruzione degli Electric Lady Studios nel Greenwich Village di Manhattan.

Nel frattempo Hendrix veniva spesso invitato come headliner nei festival in varie località degli Stati Uniti.

Il progetto in realtà si rivelò faraonico e molto dispendioso, per cui Michael Jeffrey, manager del chitarrista (aggiungiamo anche con dubbie capacità di amministrare il denaro e di effettuare investimenti), si trovò ad avere problemi di liquidità e per questo contattò la Reprise Record del gruppo Warner per finanziare un film intitolato Rainbow Bridge da girare a Maui, in cambio della colonna sonora con le registrazioni in studio di brani di Jimi Hendrix.

L’idea del film , quanto mai bizzarra e raffazzonata, doveva essere la rappresentazione di un “ponte arcobaleno” tra il mondo degli illuminati e dei non illuminati. La vicenda doveva rappresentare inizialmente un surfer, poi sostituito da una modella (Pat Hartley) che, vagabondando sull’isola hawaiana, andava alla ricerca di personaggi, alcuni dei quali affermavano di venire da Venere, fino a imbattersi in una folla radunata per assistere a un concerto ai piedi del vulcano dormiente Haleakala, dove avrebbe suonato l’unico vero extraterrestre, Hendrix per l’appunto, accompagnato da Mitchell e Cox.

Era il 30 luglio del 1970 e la performance si rivelò un vero successo; il pubblico, richiamato dalla presenza dei trio degli Experience, giunse numeroso e i musicisti si scatenarono in una esibizione memorabile, al termine della quale Hendrix fece ritorno a New York per continuare il lavoro agli Electric Lady Studios. Alla fine di agosto partì per l’Europa e morì tragicamente il 18 settembre 1970.

Il film, uscito nel 1971, si rivelò un insuccesso: troppo raffazzonato, senza un filo conduttore, il pubblico non lo apprezzò perchè non sapeva se si trattasse di una storia messa in scena o di un film musicale; tra l’altro, dei due set della durata di 50 minuti l’uno di concerto, ne vennero utilizzati solo 17.

Questa la storia di quel film e della partecipazione poco valorizzata di un concerto eccezionale per potenza espressiva.

Il 20 novembre 2020 è uscito finalmente tutto il materiale riguardante l’ultima esperienza live di Hendrix,  diretto da John McDermott e prodotto da Jamie Hendrix, George Scott e lo stesso McDermott: Music, Madness…Jimi Hendrix In Maui. Il documentario riporta spezzoni di interviste con i partecipanti al fim, alcuni spezzoni dello stesso nei quali si può vedere la preparazione del palco su cui si sarebbero esibiti gli Experience.

E finalmente tutto il materiale del concerto è pubblicato nel formato di un doppio CD e tre LP, tutti da ascoltare a riprova della geniale capacità di improvvisazione in un mito intramontabile della chitarra.

CD 1

  • Chuck Wein Introduction– 1:47
  • Hey Baby (New Rising Sun)– 4:33
  • In from the Storm– 4:26
  • Foxey Lady– 4:40
  • Hear My Train A Comin’– 9:26
  • Voodoo Child (Slight Return)/ Drum solo– 7:12
  • FireSunshine of Your Love– 3:43
  • Purple HazeStar Spangled Banner– 4:32
  • Spanish Castle Magic– 4:16
  • Lover Man– 2:42
  • Message to Love– 4:21

Durata totale: 51:38

CD 2

  • Dolly Dagger– 4:49
  • Villanova Junction– 5:49
  • Ezy Ryder– 5:05
  • Red House– 6:40
  • Freedom– 4:21
  • Jam Back at the House– 8:21
  • Straight Ahead– 3:03
  • Hey Baby (New Rising Sun) / Midnight Lightning– 4:52
  • Stone FreeHey Joe– 5:44

Durata totale: 48:44

-Rosanna Marinelli