McCartney III: l’album figlio del lockdown e del 2020

Sono passati 50 anni da quando l’ex Beatle McCartney pubblica il suo primo album solista. Negli anni ’70 e fino agli anni ’80 , con i Wings Paul domina le classifiche mondiali con album come Band on the Run, Venus and Mars, London Town e altri ancora.

Paul McCartney

Dagli anni ’80 ecco la svolta: è il momento di capolavori da solista come Tug Of War, Pipes of Peace, Flaming Pie, che riportano successi in tutto il mondo.

Nel 2018 un altro album destinato a far parlare di sé e della vena artistica di questo musicista ancora capace di trasmettere emozioni attraverso la sua musica: Egypt Station è stato il numero uno nelle classifiche e nelle vendite negli Usa e nel Regno Unito fino all’arrivo del lockdown.

McCartney non aveva pianificato di lavorare a un nuovo album nel 2020: sono stati la pandemia, e il successivo isolamento, a decidere per lui. Chiuso nella sua fattoria con la sua famiglia, si è ritrovato a riscoprire vecchie tracce alle quali aveva lavorato tempo prima: nasce così Paul McCartney III , suonato e registrato esclusivamente in solitudine, senza il supporto di altri se non di se stesso e della sua famiglia. Un album scritto e suonato più per se stesso, per puro divertimento musical , come ha affermato lo stesso Paul.

Così come  MCCartney nel 1970 segnava il ritorno alla musica dopo lo scioglimento dei Beatles, e MCCarney II del 1980 fu  l’album post Wings, MCCartney III ritrova un nuovo Paul, solista in solitudine, capace di esprimere liberamente se stesso attraverso la sua musica.

L’uscita dell’album, prevista per l’11 dicembre, in realtà è slittata al 18 dello stesso mese, per ritardi imprevisti della produzione.

Ed eccoci finalmente pronti ad ascoltare e a presentare l’ultimo lavoro del 78enne Paul.

E che l’età non sia un limite alla creatività musicale, lo dimostra  proprio McCartneyIII: sicuramente poco elaborato, minimalista, decisamente l’opposto di Egypt Station, guarda più alla sperimentazione che all’abbellimento e al perfezionismo.

Troviamo un Paul libero di esprimere se stesso e la sua musica, un po’ ruspante, qualcosa di scritto più per se stesso senza porre troppa attenzione agli effetti scenici e alla forma: un mix di blues e folk sapientemente condotti con la chitarra acustica ma anche pop e jam.

Tra i brani spiccano sicuramente Women and wives, un lento al pianoforte dallo spiccato sapore blues, Deep deep feeling, canzone sperimentale in cui si fondono blues ed acid jazz;  Slidin, arrangiata con chitarre, basso e batteria, vede la parte musicale in primo piano mentre la voce fa da sfondo;  The Kiss of Venus , melodica e cantabilissima, un vero e proprio esercizio vocale in cui Paul canta completamente in falsetto, accompagnato da un clavicembalo che funge da arrangiamento. Deep Down, brano lungo (5: 53 minuti) in cui il pianoforte elettrico e la batteria accompagnano la chitarra in un malinconico soul.

Album sicuramente non perfetto, ma “onesto”, in cui vediamo la voglia di fare musica in libertà, abbandonando stereotipi, in modo spontaneo. Il tutto risulta gradevole all’ascolto e, se le classifiche in UK lo danno già al primo posto, possiamo ancora una volta affermare che il buon vecchio Paul ha fatto centro!

Track list:

  • Long tailed winter bird
  • Find my way
  • Pretty boys
  • Women and wives
  • Lavatory Lil
  • Deep deep feeling
  • Slidin’
  • The kiss of Venus
 Voto: 8

-Rosanna Marinelli