Poesie da sorseggiare. La raccolta introspettiva di Emanuele Gentili.

Questo libro non è una semplice raccolta di poesie, ma un romanzo di formazione: non ovviamente definendone il genere letterario, ma nell’evoluzione di Emanuele attraverso esso e nelle parole che compongono la sua vita.

Questo filo di Arianna si snoda nel labirinto dei muri che sono biografia della sua vita e che prendono forma a partire dalla lettura del Frankenstein della Shelley, divisori fisici ed emotivi che albergano nella sua trama.

Non mi accosto facilmente alla poesia, è un linguaggio chiuso in un lucchetto di cui solo l’autore ha la chiave: la poesia non la leggi, la devi sentire, ed è questo che la rende terribilmente complessa. Ma così come ho amato alla follia Eugenio Montale, spogliandolo ed intessendo i suoi abiti a mia misura, sottraggo i vestiti ad Amore di pancia e li uso per danzare sotto alla pioggia mentre la radio decanta i suoi scritti. Come se leggessi il Maestro nel 2020, felice, appagato, a tratti dannato, ma conscio delle sue fortune.

Queste letture necessitano di un dono che ci ha dato questo Coronavirus: il tempo. Lasciarlo scorrere, riempire l’anima di silenzio ed aprire il cuore a parole che hanno un gusto difficile, antico ma pieno.

Queste pagine riempiono la giornata, colmano di bellezza, sono lenti marine che cambiano il modo di guardare il quotidiano.

Potessi scegliere il DOVE leggere, sarebbe sulla cima di un monte in primavera, dove l’erba sussurra al vento i suoi abitanti, o seduta nel portico di una casa al mare, isolata, con la risacca delle onde ad accarezzarmi il viso. Riconciliarmi con la vita con la poesia tra le dita.

Dall’altra parte, il libro di Emanuele Gentili, è un libro da sorseggiare come un tè caldo d’inverno, senza ingordigia, fermando il tempo, bloccando per sempre con la mente i granelli di sabbia di una clessidra.

-Lisa Pisani