Random Access Memories: indicare la via 8 anni prima della fine

Il 17 maggio 2013 usciva Random Access Memories, io avevo appena compiuto 19 anni e la musica pop entrava in una nuova era, potete ben immaginare quale sia il “mio” disco del duo francese.

Prima ci sono stati Homework, Discovery e Human After All, lo so, ma ero troppo giovane per averne un ricordo chiaro, per averli vissuti. Dell’ultimo album dei Daft Punk ricordo l’hype gigantesco, gli annunci degli ospiti che trapelavano sui social, l’uscita folgorante e esplosiva del primo singolo e instant classic Get Lucky.

RAM è un album enorme, pensato e preparato per essere enorme, dalla partecipazione di Julian Casablancas, che fece impazzire tutti gli indie boy come me, alle chitarre di Nile Rodgers, passando per l’intervista a Giorgio Moroder utilizzata per la quasi omonima canzone, era tutto grandioso, incredibile, atteso. L’attesa fu ripagata e l’immagine delle due metà dei caschi su sfondo nero divenne subito virale e ora, che quella copertina mi fissa dalla mensola, direi iconica.

Qualche giorno fa, quando i Daft Punk non si erano ancora sciolti, vagavo su Spotify in cerca di playlist digitando cose tipo “lo-fi chill electro music” ed altre combinazioni strampalate di queste parole, ho passato un pomeriggio a saltellare tra decine e decine di canzoni e alla fine sono giunto a una conclusione che in quel momento mi è sembrata totalmente estemporanea e inutile per la mia ricerca. Scrivo ad una amica: “Se non ci fosse stato RAM adesso saremmo sotterrati dalla dubstep.”
Non è detto che questo sia necessariamente vero, ma può dare una vaga idea dell’impatto che ha avuto l’ultimo album dei Daft Punk sulla grande musica da classifica: un treno di disco e funky partito senza alcun preavviso, senza avvisaglie di sorta che passando da Happy dell’amico Pharrell e Uptown Funk di Bruno Mars è arrivato a I Feel it Coming, singolone pluripremiato di The Weeknd e… Daft Punk. Chi sa cosa sarebbe stato di questi tre artisti sfonda classifiche senza Bangalter e de Homem-Christo.

Il 22 febbraio 2021 i Daft Punk annunciano di essersi sciolti, sto per compiere 27 anni e la musica pop entra in una nuova era, la strada è tracciata, la via è sicura, altri la seguiranno, e va bene così.

Nessun rammarico, adieu.

-Stefano Dallavalle