Ratched: l’angoscia viaggia in Ford Coupe di colore verde menta

Ratched è l’ultima fatica di Ryan Murphy, autore e regista della serie horror American Horror Story, giunta ormai alla sua decima, attesissima stagione.

La nuova serie di Murphy, presente per intero su Netflix, si compone al momento di una sola stagione di 8 episodi, anche se ne è già stata annunciata e confermata una seconda.

Incentrata sulla vita dell’infermiera Ratched Mildred, personaggio conosciuto in quanto antagonista principale del romanzo, e film, Qualcuno volò sul nido del cuculo, non ha nulla da invidiare ad AHS in quanto angoscia e orrore, seppur il suo genere non sia esattamente “horror”.

L’anno è il 1947 e il vero protagonista della serie, si potrebbe quasi dire co-protagonista di Ratched, magistralmente interpretata da Sarah Paulson, è la malattia mentale: il filone del disturbo mentale, sia esso generato dal trauma o naturalmente presente dalla nascita, è ciò che unisce i volti dei personaggi. Tanto che quasi nessuno dei personaggi della serie viene presentato come “sano”: da Ratched stessa, manipolatrice, sadica, violenta, repressa e invidiosa della fortuna altrui, ad Edmund, assassino deviato e violento, al dottor Hanover, tossico dipendente da farmaci oppiacei, e tanti altri. Nessuno è esente dal pagare il prezzo della sua malattia: prezzo che diventa improvvisamente più caro nel momento in cui le loro vite si intrecciano con quella della protagonista e le sue diaboliche macchinazioni.

La magnifica sigla della serie sfoggia la “Danse Macabre, op.40” di Camille Saint-Saëns, eseguita dalla New York Philharmonic Orchestra.

Degno di menzione è l’aspetto artistico e registico della serie: ogni costume di scena, ogni dettaglio e colore utilizzato nelle scenografie, ha un preciso significato. A partire dall’auto guidata da Ratched all’inizio della serie, nella scena che introduce ufficialmente il suo personaggio: l’infermiera guida una Ford Coupe di colore verde menta. Il modello di auto era molto diffuso all’epoca, a simboleggiare l’aspetto comune e la professione rassicurante della sua proprietaria. Tuttavia, il colore verde è insolito e poco diffuso tra le vetture di quegli anni: come la sua auto, Mildred nasconde un’identità diversa da quella che mostra, una natura infida e distorta.

Tuttavia, evidenziare solo questi aspetti della serie sarebbe riduttivo: gran parte dell’angoscia provocata nello spettatore è da attribuirsi al legame che si crea con i protagonisti. E’ impossibile non simpatizzare per Ratched stessa quando mette a nudo le ragioni per cui tesse la sua tela, o quando si scopre la verità sulla tragica infanzia trascorsa con Edmund, e fonte di gran parte dei loro traumi. Ogni personaggio ha una storia che spiega la natura del suo disturbo mentale, delle loro azioni malvagie e poco considerevoli del bene altrui: nulla è lasciato al caso, e queste rende più forte il legame di ciascuno di loro con lo spettatore; ci si potrebbe trovare, a fine stagione, a porsi la domanda destabilizzante: io che cosa avrei fatto al suo posto?

E la risposta potrebbe non essere del tutto gradevole.

Voto: 9,5

 

-Ilaria Tagliaferri