Ron Wood: l’inossidabile chitarrista dei Rolling Stones

La grande roccia del gruppo britannico! 

Ronnie Wood dei Rolling Stones

Quando Ronnie Wood fu chiamato dai Rolling Stones nel 1974 per sostituire Mick Taylor nella band, fu per lui la realizzazione di un sogno ma anche un segno del destino.

Molti anni prima, nel 1969, Ronnie era tra il pubblico al concerto tenuto dagli Stones a Hyde Park in commemorazione di Brian Jones, il chitarrista fondatore del gruppo morto a soli 27 anni. Mentre ascoltava il concerto, Ronnie aveva avuto una premonizione e aveva pensato: un giorno io farò parte di questa band. Non che Ronnie fosse uno spettatore qualsiasi. Pur giovanissimo aveva già una discreta fama come chitarrista, prima nella Jeff Beck Band e poi nei Faces con l’amico Rod Stewart, band che avrebbe poi lasciato passando a suonare con gli Stones.

La vita di Ron è sempre stata insolita e particolare fin dalla nascita, e soprattutto è stato baciato dalla fortuna di avere un talento naturale verso molteplici discipline artistiche che ha coltivato per tutta la vita. Nato da una famiglia di water gypsies, cioè persone che da generazioni vivono in chiatte sui fiumi (Ron è stato il primo della sua famiglia a trasferirsi sulla terraferma), ha mostrato fin da piccolo doti di artista grafico e pittore, dipingendo così bene da poter partecipare e vincere concorsi anche alla BBC. Già orientato a seguire corsi nella scuola d’arte, decide di cambiare il corso della sua vita quando i suoi fratelli gli regalano una chitarra; scopre così di avere una tale predisposizione e passione per la musica, che capisce che ciò vuole fare nella vita è suonare musica rock e blues in una band.

Con Mick Taylor entrato al posto di Brian Jones, gli Stones hanno regalato alcuni tra i più bei album della storia del rock raggiungendo un successo strepitoso. L’improvvisa decisione di Mick di uscire dal gruppo per motivi non ben precisati, e più che altro dovuti alla convinzione di poter intraprendere una carriera da solista e di riuscire ad avere un successo personale fuori dalla band, li aveva portati ad una profonda crisi e disperazione perché significava dover chiudere una carriera all’apice del successo se non avessero trovato un lead guitarist al più presto. Vi erano molti chitarristi che ambivano a entrare nei Rolling Stones e si facevano i nomi di Eric Clapton, Jeff Beck e Rory Gallagher ma alla fine la scelta era caduta su Ron Wood e non era stata casuale.
Ronnie e Keith Richards avevano suonato molto spesso insieme sia dal vivo con un memorabile concerto nel ’74 a Kilburn, sia  in studio di registrazione, ed erano legati da una profonda amicizia e sintonia musicale. La versatilità di Ron e la sua capacità di suonare svariati strumenti tra cui slide guitar, basso e sitar, e la sua rapidità nel memorizzare i brani del repertorio degli Stones gli avevano permesso di inserirsi immediatamente e di adeguarsi al loro sound senza difficoltà.

Per Ronnie purtroppo entrare nella band comportava anche un prezzo assai alto da pagare e cioè rinunciare a cantare (attività esclusiva di Mick Jagger e, per contratto, la possibilità per Keith Richards di cantare un solo brano sia dal vivo sia su album) e quella di comporre canzoni (riservata esclusivamente al binomio Jagger/Richards).
Per questo motivo Ron ha continuato in parallelo gli altri suoi interessi pubblicando album da solista che gli hanno permesso di comporre e cantare oltre a suonare. Inoltre, non si è mai tirato indietro quando c’è stato da collaborare con altri musicisti tipo Red Hot Chili Peppers o Pearl Jam; Ronnie ha anche proseguito l’attività di pittore sia disegnando copertine di album, di cui la più famosa è stata quella fatta per Eric Clapton, sia dipingendo quadri, esibiti in mostre in giro per il mondo con lusinghiero successo.

In aggiunta a quanto già detto, Ron Wood possiede anche una voce gradevole, e da qualche anno ha un suo programma alla radio dove intrattiene gli ascoltatori con pezzi che suona alternandoli ad aneddoti e storie del mondo rock, e invitando musicisti famosi che intervista in modo molto spigliato. Nella sua movimentata e instancabile vita ha trovato anche il tempo per scrivere tre libri e circondarsi di donne molto belle e molto giovani, con le quali viene spesso fotografato e appare sui giornali inglesi di gossip sempre ansiosi di conoscere il nome della sua ultima fiamma.

Ormai avanti con gli anni, nonostante sia sempre più preso da seri problemi di salute e dall’irrisolto problema con l’alcool, anche se ci si chiede quando trovi il tempo per bere, Wood continua imperterrito a suonare e a dipingere, e fra breve lo vedremo di nuovo in tour con gli inossidabili e immortali Rolling Stones; sempre magrissimo e con i lunghi capelli corvini come quando aveva vent’anni, sul palco con la sua Fender Stratocaster Vintage del ’55, la sua fedele compagna da più di cinquant’anni.

-Anna Costanzo