SOAD 2020: come due inattesi pezzi illuminano una cupa serata di novembre

I System of a Down ci sorprendono con due nuovi pezzi pubblicati all’alba di novembre 2020.

System of a Down: «Non siamo tornati per fare arte o business: questo è attivismo!» | Rolling Stone Italia

Se c’era un nome a cui non stavo affatto pensando in questo lungo e pesante anno, era senza dubbio questo: SOAD. Acronimo per uno dei gruppi più influenti degli anni 90 e 2000, in silenziosa pausa da ormai 15 anni, se non contiamo la reunion del 2010 ed i successivi tour del 2011 e del 2015.

Nonostante i live fatti (per esperienza personale davvero validi e coinvolgenti) e i vari rumors su possibili inediti pronti e registrati per la pubblicazione di un sesto, nuovo album, ad oggi nulla era giunto alle nostre orecchie affamate di Nu Metal.

La sorpresa arriva innegabile e del tutto inaspettata.

Ma parliamo dei brani, dal titolo Protect the land il primo, della durata di 5.07 minuti, e Genocidal Humanoiz, 2.34 minuti di traccia. Entrambi i pezzi sono stati composti per finanziare una causa che ai SOAD sta molto a cuore, in quanto collegata alle loro origini: quella della liberazione dell’Armenia e della Repubblica dell’Artsakh dal regime totalitario turco e della Repubblica dell’Azerbaigian.

Al di là della causa politica e umanitaria, i brani sono assolutamente nello stile SOAD: le voci graffianti di Serj Tankian e Daron Malakian scavano nella causa armena con parole per nulla lusinghiere, senza lasciare nulla di non detto o ambiguo. La musica è incisiva, le melodie semplici ed essenziali per far risaltare il messaggio: più lento in Protect the land, con una intro in stile BYOB e un ritornello alla Soldier Side, più veloce e sciorinato come uno scioglilingua (Bounce fa scuola qui) in Genocidal Humanoiz.

Tra i due, Genocidal Humanoiz è il pezzo che preferisco: sarà che la voce di Tankian risalta maggiormente, che ho sempre adorato questo tipo di soluzione musicale tipica dei SOAD e che, lo ammetto senza vergognarmene, mi mancava davvero questo genere di brani.

Nulla di originale, questo occorre dirselo con sincerità.

Questi due nuovi pezzi dei System of a Down non aggiungono nulla di nuovo e stravolgente alla loro discografia.

Ma, personalmente, ho apprezzato la sorpresa inaspettata in questo cupo autunno.

E spero di potermi sorprendere ulteriormente in futuro.

-Ilaria Tagliaferri