The Man Who Sold The World: l’inizio del nuovo Bowie

Il 6 novembre, cinquant’anni dopo la sua prima e non del tutto fortunata uscita, è stato ristampato “The Man Who Sold The World” , con il nome di “Metrobolist”, titolo originale che Bowie aveva pensato all’epoca per il disco, tributo al film “Metropolis” del 1927 di Fritz Lang.

Timeline dal 1920 al 1930 - Arredativo Design Magazine

L’album contiene anche immagini inedite di un servizio fotografico di Keith MacMillan, autore della versione inglese della copertina dell’album, stampate su vinile nero e su vinile bianco e oro, numerato ed in edizione limitata. Il mixaggio è opera di Tony Visconti, lo storico produttore di Bowie.

Nel 1970, alla sua uscita, l’album fu accolto freddamente dalla critica e dal pubblico, tant’è che non ne venne estratto alcun singolo. Solo negli anni seguenti il disco ebbe riconoscimenti per l’originalità delle soluzioni sonore e per il progetto alternativo che rappresentava nel mondo della musica di quegli anni. Ma è proprio questo album, più ancora di Space Oddity, a contenere i germi dell’artista che sarebbe diventato il Duca Bianco.

L’album esplora il territorio biografico di uno dei periodi più oscuri della vita di Bowie; alla morte del padre segue la fine della sua storia con la fidanzata Hermione e il peggioramento della salute mentale del fratellastro Terry, affetto da schizofrenia e ricoverato in una clinica psichiatrica.

Disco cupo e angosciante in alcuni tratti, ad esempio in All The Madmen, dedicato proprio al fratello, una ballata in cui il tema della pazzia e dell’allontanamento dal mondo circostante è trattato attraverso un testo particolarmente sentito :

Day after day

They send my friends away

To mansions cold and grey

To the far side of town

Where the thin men stalk the streets

While the sane stay underground…

David Bowie - All the Madmen

La title track The Man Who Sold The World è il brano più famoso, reso tale grazie alla
riscoperta dei Nirvana: Kurt Cobain nel 1993 lo cantò durante lo show Unplugged di MTV.
Il tema della canzone è l’incontro con il proprio io, tra la consapevolezza di chi si è realmente e di chi invece si vorrebbe essere, con la paura di perdere il controllo e di cedere alla schizofrenia.

L’album si chiude con The Supermen, in cui sono evidenti i riferimenti alla filosofia di Nietzsche e al mito di Atlantide.

Le radici per la ricerca musicale sempre più colta e raffinata di Bowie le ritroviamo proprio in questo disco: da ora in poi avremo la maturazione di un artista eclettico, contradditorio se vogliamo, ma complesso e unico nella storia della musica.

Track list
The Width Of a Circle
1. All The Madmen
2. Black Country Rock
3. After All
4. Running Gun Blues
5. Saviour Machine
6. She Shook Me Cold
7. The Man Who Sold The World
8. The Supermen

-Rosanna Marinelli