The Shows Must Go On! I musical di Andrew Lloyd Webber ci fanno compagnia in quarantena

C’è una sola cosa, al mondo, in grado di tenere in vita un musical e fissarlo per sempre nella memoria di chi lo ascolta (e ai box office di West End e Broadway): si tratta del calore del suo pubblico, degli applausi, del suo entusiasmo. Un calore, purtroppo, non compatibile con il diffondersi del Covid-19, che nel giro di alcuni mesi ha congelato il mondo, rendendo necessaria un’interruzione secca di tutte le rappresentazioni già in programma. Niente più spettacoli dal vivo, niente più assembramenti: un duro colpo non solo per gli artisti che creano e interpretano sui palchi di tutto il mondo ma anche per tutti coloro che lavorano dietro le quinte, invisibili ma fondamentali membri delle squadre che ogni giorno permettono di offrire al pubblico esperienze indimenticabili.

Com’è possibile, allora, proteggere una forma d’arte che si muove quasi esclusivamente sui palchi, e solo di rado raggiunge un pubblico più ampio grazie a poche, incantevoli registrazioni (o ai bootleg, registrazioni illegali e spesso di bassa qualità, condivise tra i fan in un vero e proprio mercato nero che sulla rete sembra essersi ambientato alla perfezione)?

È qui che trova posto il progetto della fortunata partnership tra Universal e Really Useful Group, la compagnia appartenente al compositore Andrew Lloyd Webber, autore di alcuni tra i più celebri musical di tutti i tempi. Alcune settimane fa, infatti, è stato creato su Youtube un canale dal nome The Shows Must Go On!, sul quale, ogni venerdì, alle 20:00, viene reso disponibile in streaming per le successive 48 ore uno dei musical o concerti di Andrew Lloyd Webber. Ma non solo: sul canale vengono pubblicati anche videoclip e registrazioni di backstage, che permettono ai curiosi (e a chi non ha avuto modo di godersi la visione completa) di approfondire e ricordare alcune delle parti più entusiasmanti di ciascuno spettacolo.

Il progetto è partito con la visione dell’adattamento del 2000 di Joseph and the Amazing Technicolour Dreamcoat, per poi proseguire con una rivisitazione del celeberrimo Jesus Christ Superstar, giusto in tempo per il giorno di Pasqua. Le due settimane successive, invece, hanno permesso ai fan di assistere ad una splendida versione di uno tra i musical più amati e noti, The Phantom of the Opera, e al suo meno fortunato seguito, Love Never Dies. È toccato poi a un concerto: la Royal Albert Hall Celebration del 1998, tributo a Lloyd Webber e alle sue opere, con una serie di grandi artisti impegnati a esibirsi in brani tratti dai suoi musical. E infine, By Jeeves, che riprende in chiave musicale le storie comiche di P. G. Wodehouse sul ricco gentleman Bertie Wooster e il suo valletto personale, Jeeves.
Attesissimo lo spettacolo che verrà reso disponibile questa settimana: Cats, il musical ispirato dai racconti di T. S. Eliot a proposito di una bizzarra tribù di gatti, e che nel 2019 ha a sua volta ispirato un adattamento cinematografico. Lo spettacolo è rimasto fino ad oggi rispettivamente al quarto e sesto posto delle top ten degli spettacoli più longevi a Broadway e West End, ed è tuttora oggetto di culto tra i fan, grazie anche alle sue coreografie eleganti e surreali.

Ma questa non è solo un’ottima occasione per i fan, vecchi e nuovi, di rinfrescarsi la memoria o muovere i primi passi nel mondo dei musical. Nel corso degli stream, infatti, vengono promosse organizzazioni di beneficienza come Acting for Others, Broadway Cares, e Actors Benevolent Fund, con raccolte di donazioni in supporto a tutti coloro il cui lavoro è strettamente legato al mondo del teatro. Un modo per non dimenticare chi, con il suo impegno, ci permette di dimenticare la realtà almeno per qualche ora, anche in questi tempi così inusuali.

Non si tratta dell’unica iniziativa di questo genere: sul canale Shakespeare’s Globe, per esempio, l’omonimo teatro rende disponibili agli appassionati alcune rappresentazioni teatrali delle opere di Shakespeare, con l’invito a chi lo desiderasse di effettuare donazioni, e lo stesso vale per il National Theatre.

In entrambi i casi, le rappresentazioni rimangono disponibili solo temporaneamente e vengono sostituite da altre, permettendo al pubblico di godere di una vasta gamma di esperienze alle quali, forse, sarebbe altrimenti necessario rinunciare ancora per un po’.

-Jessica Scaglione