Untouchable: un titolo per descrivere la carriera trentennale degli Anathema

Gli Anathema, gruppo di Liverpool nato nel 1990 con il nome Pagan Angel, si prendono una pausa indefinita dopo 30 anni di onoratissima carriera.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è a-natural-disaster.jpg

La splendida copertina di A Natural Disaster ad opera di Travis Smith

Trent’anni durante i quali i fratelli Daniel e Vincent Canavagh, membri fondatori del gruppo insieme a John Douglas, ci regalano album magnifici di stampo death metal e gothic come Serenades e The Silent Enigma, in cui si passa da un primo growl ad un cantato sempre più pulito, che sfocia in un sound melodico e ambient in Eternity e Alternative 4.

Con Judgment la svolta stilistica del gruppo prende una netta direzione verso sonorità la cui influenza è da ricercarsi in gruppi come Pink Floyd e Radiohead: è di quest’album la magnifica One Last Goodbye. Seguono A Fine Day to Exit e A Natural Disaster, che danno origine a pezzi come Leave No Trace e Panic, e ad alcune delle canzoni più belle del loro repertorio, tra cui Are You There e Childhood Dream.

Le influenze musicali si spostano ulteriormente, abbracciando un post rock dai toni onirici con We’re Here Because We’re Here, in cui la nota romantica e malinconica del precedente album si fa preponderante: pezzi come Thin Air, Dreaming Light e Universal sono i più rappresentativi di queste tematiche.

Si entra così nella fase finale della discografia degli Anathema, con gli album Weather Systems, Distant Satellites e The Optimist. I primi due album, simili come sound e concept, ottengono un ottimo successo di critica ed esibiscono pezzi come Untouchable, The Storm Before the Calm, uno dei pezzi post rock e alternative più belli mai scritti, Take Shelter ed Ariel. Rispetto a Weather Systems, Distant Satellites presenta un accenno di elettronica, poi ripreso a piene mani in The Optimist, ultimo album pubblicato nel 2017.

Di quest’ultimo vengono pubblicati due singoli: Ghosts e Can’t Let Go. Le tematiche riprendono il concept di A Fine Day to Exit e lo fanno con note forse più romanzate seppur sempre oscure, sicuramente non travolgenti come la disperazione quasi tangibile di Weather Systems ma non per questo meno coinvolgenti.

Nonostante i numerosi cambi di genere, spesso aspramente criticati dai fans accaniti dei primi Anathema, la sperimentazione a cui si sono prestati i fratelli Canavagh nella loro lunga carriera ha sempre portato a risultati eccellenti, a pezzi in grado di smuovere gli animi e far riflettere, di far innamorare e incupirsi.

Non esiste un solo pezzo degli Anathema che io abbia citato in questo, concedetemi di ammetterlo, malinconico articolo, che io non abbia amato e che non ami e mi emozioni tutt’ora.

La notizia della pausa, inaspettata e un po’ sconcertante, di un gruppo di questa levatura e che ha lasciato questi segni indelebili, arriva come un fulmine a ciel sereno.

Sperando in una ripresa futura, non posso fare a meno di ascoltare Untouchable e pensare quanto il brano sia adatto a descrivere le sensazioni che la musica di Daniel e Vincent Canavagh continua a suscitare in me, e in tanti altri affezionati seguaci.

 

-Ilaria Tagliaferri