Viaggio nel Giappone feudale e nella cultura dell’onore – Ghost of Tsushima

Haiku

La lunga notte,
il rumore dell’acqua,
dicono quel che penso.
Gochiku

Cari amici lettori, oggi partiremo per un viaggio leggendario fatto di storie e di coraggio, di memorabili imprese e di onore. Ghost of Tsushima è un videogioco dinamico prodotto da Sony e sviluppato da Sucker Punch in esclusiva per Playstation 4. Dopo aver passato alcuni giorni di esplorazione nella mappa open world del gioco (e quasi giunto alla fine), i signori della Sucker Punch mi hanno definitivamente convinto a documentarmi su storia giapponese, lingua, iaido etc… sarà un lungo cammino per diventare samurai.

Ghost of Tsushima è la storia di Jin Sakai, l’ultimo samurai sopravvissuto sull’isola dopo la prima invasione mongola del Giappone (1270) guidata da Khotun Khan. Qui di seguito vi metto la wiki della trama (ATTENZIONE SPOILER).
https://it.wikipedia.org/wiki/Ghost_of_Tsushima

Senza esagerare posso affermare di aver giocato ad uno dei migliori giochi open world di sempre: i racconti e la trama sono avvincenti quasi come un buon romanzo o un film. Tutta la storia, infatti, trae spunto dal  Cinema giapponese con samurai, in special modo i film diretti da Akira Kurosawa come: I sette samurai e Sanjuro. Dialoghi e video sono di alta qualità e mostrano tutti i dettagli della cultura Giapponese con cui gli sviluppatori sono riusciti ad entrare nella sensibilità del giocatore (ammetto che qualche lacrimuccia, ogni tanto, mi è scesa.). La mappa, divisa in 3 zone corrispondenti ai 3 atti dell’avventura, è veramente completa e difficilmente si ripete; l’open world è strutturato in modo che il giocatore possa liberamente esplorare il mondo di gioco senza waypoint, un passo fondamentale per l’esplorazione.

L’ambientazione è uno dei punti di forza di GOT. I dettagli naturalistici sono talmente impressionanti da arrivare a mostrare i cambiamenti meteorologici rappresentando con successo i tipici paesaggi orientali. Grazie a questo, il team ha sfoderato un altro punto di forza: un gioco nel gioco. Da un tasto del joypad si passa alla modalità fotografica con cui ci si può sbizzarrire scattando foto in qualsiasi momento, avendo la possibilità di cambiare i parametri fotografici e di gioco (vento, esposizione, tempo, espressioni…tutto) per catturare la bellezza della natura e dell’architettura orientale.

Altri punti a favore sono le personalizzazioni dell’equipaggiamento e i combattimenti. È possibile scoprire, per poi scegliere, vari tipi di armature e diversi colori di katana e archi. Le battaglie si affrontano con varie modalità di gioco, spaziando da confronti diretti a missioni stealth nei territori occupati dai mongoli (campi, villaggi, fortezze… ). A mio avviso, è piuttosto avvincente la modalità contro i boss stile Mortal Kombat (ultime versioni) dove si sfida il proprio nemico su un campo a 360°.

Lo sviluppo di questi combattimenti non è stato lasciato al caso, anzi. Il team ha consultato l’esperto del combattimento con spada David Ishimaru per aiutarli a creare un sistema di combattimento il più fedele possibile. Che dire? Epico.

In ultimo, spendo due parole sull’aspetto spirituale del gioco, che mi ha veramente affascinato. La storia porta il giocatore a riflettere sulla spiritualità giapponese focalizzandosi sui valori come la speranza e l’onore, mostrando come la meditazione possa portare alla calma prima di affrontare una guerra. Coinvolgendolo anche visivamente, GOT conduce il giocatore a visitare santuari di diversi Kami e di Inari (delle volpi) disseminati sul territorio in posizioni strategiche, perfetti per guadagnarsi amuleti e fasce protettive degli dei. Inoltre, in certi luoghi particolarmente suggestivi, Jin può ritrovare la pace interiore grazie alla meditazione e alla composizione di Haiku (componimenti poetici tipici giapponesi).

Niente è perfetto e qualche errore in GOT c’è, come la struttura interna delle case quasi tutte uguali o come la storia principale che deve seguire un percorso ben preciso senza la possibilità di scelta (come non avviene, per esempio, in Red Dead Redemption 2) ma sono errori trascurabili in quanto questo gioco ti immerge in un’esperienza spirituale intensa.

Veloce come il vento, tranquillo come una foresta, aggressivo come il fuoco, ed inamovibile come una montagna…”
(Samurai del clan Takeda)

Voto 9/10

-Khristian Scott