Woodkid S16: l’album che doveva essere scritto

Woookid, aka Yoann Lemoine, inizia la sua carriera come Videomaker collaborando a videoclip con artisti molto importanti quali Lana Del Rey, Katy Perry, Drake e Rihanna.

Successivamente si dedica al suo progetto musicale e nel 2013 nasce Golden Age, il suo primo album da solista, che si aggiudica un successo di 800.000 copie vendute nel mondo.

Nel 2020 crea il suo piccolo capolavoro e ad ottobre esce S16.

Ma cos’è S16? Cosa significa? È il numero atomico dello zolfo, un elemento fondamentale per tutti poiché utilizzato nell’industria come fertilizzante e allo stesso tempo per produrre l’iprite, uno dei gas usati nelle guerre chimiche. Una lotta continua tra il bene e il male sotto lo stesso elemento.

Di solito mi soffermo sulle nuove uscite esaminando ogni singolo pezzo ma, in questo caso, non posso scrivere di ogni brano di S16 in quanto tutto l’album è una grande e unica opera, un film che ha un inizio e una fine; con S16 l’ascoltatore affronta un vero viaggio.

La grande esperienza di Woodkid nel mondo cinematografico traspare subito trasmettendo all’ascoltatore la sensazione di essere proiettato in un film, utilizzando quando serve l’epicità dell’orchestra sinfonica.

Un artista che sa cosa vuole dire e sa come dirlo sia musicalmente che visivamente. Oltre ai suoi spettacolari live, i videoclip di S16 dimostrano per l’ennesima volta le sue capacità artistiche. Attratto dalla parte industriale del nostro mondo, passiamo da un video come Goliath, con uno scenario distopico e finale apocalittico, alla parte più tecnologica di Pale Yellow, per arrivare a riprese notturne su stazioni petrolifere accompagnate da un’alba evocativa sul finale; il tutto accompagnato da brani veramente introspettivi che, ad ogni ascolto, rivelano dettagli e una complessità notevole.

Horizon to the Battleground è l’unico brano eseguito integralmente con voce e pianoforte, la totale mancanza di strumentazione aggiuntiva lascia l’ascoltatore coinvolto nello straordinario lavoro vocale melodico di Woodkid, oltre ad apprezzare i cambiamenti di nota minori all’interno della sua spina dorsale, forniti dal pianoforte.

Assolutamente coinvolgente.

Woodkid ci dimostra nel 2020 cosa significa essere un artista a 360 gradi, sperimentando nuove vie senza esagerazioni, comunicando il proprio credo e sentimenti nei propri pezzi, riuscendo a esprimere concetti profondi e non scontati: un ragazzo umile che può insegnare a molti cosa vuol dire essere un musicista.

Voto 9/10

-Khristian Scott