WOODSTOCK-Le curiosità dietro gli inni del Festival più iconico di sempre

Canned Heat – Going Up the Country

I Canned Heat la suonarono al secondo giorno del festival di Woodstock, che fu un grande momento per la band. La canzone era una specie di inno per il festival, dato che Going Up the Country descriveva il pellegrinaggio alla fattoria di Yasgur nello stato di New York dove si svolgeva l’evento. La band non ha fatto molti sforzi per esercitarsi per la sua apparizione, e il loro set di 10 canzoni non è stato uniforme – il loro co-fondatore Bob Hite ha detto in un’intervista del 1974 a Sounds:

“Siamo sempre caduti in qualcosa in un paio di giorni e poi siamo andati in giro a suonare. A volte l’abbiamo mostrato e a volte è stato incredibile. L’esibizione a Woodstock che, sebbene ci fossero un paio di brani che non erano troppo buoni, Going Up The Country era uno di questi”.

Creedence Clearwater Revival – Proud Mary

Fu Stu Cook a introdurre per primo la questione della barca nella canzone. L’idea gli venne mentre il gruppo guardava il programma televisivo Maverick e Stu fece l’affermazione: “Hey riverboat, blow your bell”. John Fogerty concordò che la barca sembrava avere qualcosa a che fare con la canzone che stava fermentando nella sua mente da un bel po’ di tempo, in attesa di prendere forma cosciente. Quando scrisse la musica, fece in modo che i primi accordi evocassero la ruota a pale di un battello fluviale che gira. Così, “Proud Mary” passò dall’essere una donna pulita ad una barca.

Jefferson Airplane – Volunteers

Scritta dal chitarrista dei Jefferson Airplane Paul Kantner e dal cantante Marty Balin, questa canzone è un appello a prendere posizione contro il governo americano e la guerra in Vietnam. In un’intervista del 1993 a Relix, Balin spiegò:

“È diventata politica, ma non è iniziata così. Mi ero svegliato al suono dei bidoni dell’immondizia che cadevano fuori dalla villa e guardai fuori, e c’era questo camion di Volunteers of America, così lo scrissi e lo diedi a Paul e lui scrisse la canzone. Bang. La gente ci ha messo dentro ogni tipo di significato”.

Janis Joplin – Piece of my Heart

La prima cosa che forse non tutti sanno è che questa bellissima canzone è una cover, scritta da Jerry Ragovoy e Bert Berns e venne pubblicata, nel 1967, come singolo da Erma Franklin, sorella della più conosciuta Aretha. Esiste inoltre una versione dei Queen, registrata nel 1983 e rimasta inedita fino al 1995, quando i componenti rimasti della band la resero pubblica, con evidenti modifiche. Il titolo è Let me Live e più volte infatti si sente ripetere nel ritornello e non solo Piece of my heart.

The Band – The Weight

I personaggi della canzone – Crazy Chester, Luke, Anna Lee, sono basati su amici della band. Nell’autobiografia di Levon Helm This Wheel’s On Fire: Levon Helm And The Story Of The Band, ha spiegato:

“Avevamo due o tre brani, o pezzi di brani, e ‘The Weight’ era uno su cui lavoravo. Robbie aveva quel pezzo sull’andare giù a Nazareth – Pennsylvania, dove si trova la fabbrica di chitarre Martin. La canzone era piena dei nostri personaggi preferiti.”

The Star Spangled Banner – Jimi Hendrix

La bandiera adorna di stelle. In quel periodo gli Stati Uniti erano impegnati in una delle guerre più sanguinose che si ricordino, e il musicista originario di Seattle volle, con la sua performance conclusiva per gli ultimi rimasti del Festival, lanciare un messaggio imitando il fragore delle bombe in un susseguirsi di esplosioni e lamenti provenienti dalla sua chitarra. Il canto patriottico per antonomasia celava un lato violento e sanguinoso.

 

-Emanuele Maffi